Il calcare nell’industria – Problemi derivati e soluzioni per combatterlo

Tutti sappiamo quanto fastidiose, antiestetiche e, soprattutto, dannose siano le incrostazioni calcaree nelle nostre abitazioni, sia quelle visibili, su rubinetti, sanitari e cromature in genere, sia quelle che non si vedono, ma che si sedimentano all’interno di tubazioni e serpentine, riducendone l’efficienza ed aumentando i consumi.

Tali forme cristalline di carbonato di calcio sono presenti in quantità diverse, anche se è la calcite la maggior responsabile dei depositi. L’acqua che arriva negli appartamenti, proviene dalle falde del sottosuolo dove, attraverso il suo percorso, accumula sedimenti calcarei, a causa dei sali di calcio e magnesio. Tanto più la concentrazione di questi due elementi è alta, maggiore è la “durezza” dell’acqua e, quindi, il calcare.

Gli inconvenienti provocati dalle acque dure sono particolarmente evidenti: infatti, le incrostazioni calcaree determinano un ostacolo nello scambio termico con conseguente spreco energetico e, a lungo andare, l’occlusione delle tubature. Questo comporta la necessità di manutenzioni continue degli impianti idrici, se non addirittura sostituzioni, con dispendio di tempo, denaro, prestazioni.

Si tratta di considerazioni generali, che valgono senza dubbio nell’ambito domestico, ma anche in quello industriale, all’interno del quale le ricadute economiche possono essere di entità davvero ingenti, anche perché l’acqua è un elemento determinante in tutti i settori industriali. Non a caso la sua qualità può avere un elevato impatto sulla maggior parte dei processi e degli impianti industriali.

Naturalmente, ci sono industrie, più di altre, in cui l’elemento idrico è protagonista, le stesse che hanno maggiore necessità di efficaci soluzioni anticalcare, tenendo “pulita” l’acqua mediante trattamenti specifici: stiamo parlando del settore alimentare, ricettivo, ospedaliero e biofarmaceutico, manifatturiero, petrolchimico, energetico, municipale e navale.

Qualunque sia la tipologia di acqua industriale necessaria e la sua origine (pozzo, fiume, lago, mare, reflui riutilizzati o acqua già potabile), è indubbiamente determinante già un buon sistema pretrattante per salvaguardare gli impianti e risparmiare sui costi. L’acqua “greggia”, infatti, può contenere sostanze contaminanti come solidi sospesi, sostanze organiche, ammoniaca, o ancora metalli pesanti come manganese, ferro e arsenico, che devono tutti essere rimossi o ridotti prima di introdurla nei processi di lavorazione. Per evitare che queste sostanze creino incrostazioni, è molto importante dotare l’impianto di un sistema di trattamento acque industriali.

Le migliori aziende del settore offrono intere gamme ricche di tecnologie per il trattamento dell’acqua greggia, che vanno dalla filtrazione all’osmosi inversa, dal dosaggio chimico ai dispositivi di disinfezione e addolcimento. Per esempio, per quanto riguarda il primo sistema, possiamo parlare di 4 diversi tipi di filtri: autopulenti (molto versatili, per piccole applicazioni), a cartuccia (ideali come prefiltrazione di protezione per l’osmosi inversa.), multistrato (per filtrazioni con serbatoio a pressione), e idrocicloni (per rimuovere dall’acqua i solidi in sospensione).

Abbiamo citato l’osmosi inversa: utilizzando le più moderne tecnologie di membrane ad alta efficienza, le ditte installatrici forniscono sistemi RO (cosiddetti) personalizzati e rapidi da installare, in grado di garantire un miglioramento dell’efficienza energetica, il potenziamento delle prestazioni complessive del sistema e, naturalmente, la riduzione del calcare.

E non dimentichiamo la tecnologia dell’addolcitore, anche per uso industriale, in grado di ridurre la quantità di sali presenti nell’acqua, ed anche del sistema anticalcare elettronico, anche qui applicata con successo, ideale per proteggere dal calcare e dalla formazione di alghe e batteri anche gli impianti di riscaldamento condominiali, o comunque dove ci sono grossi scambi di calore e variazioni di pressione, condizione ottimale, purtroppo, per la formazione delle incrostazioni.

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